Semitappa, volata via in poco più di due ore …
Il vento a favore oggi che dovevo fare così pochi chilometri … mi sembra quasi uno spreco …
Sono appena tornato dal Nilo dove ho fatto un veloce bagno, dieci bracciate in tutto, perchè il manager della Nubian Guest House mi ha detto che da agosto a settembre è molto pericoloso e ogni anno muoiono più o meno venti persone, la corrente è fortissima, sicuramente con una canoa arriverei prima a Wadi Halfa, … il colore oggi era sempre lo stesso marrone, ieri a Al Khandaq mi era sembrato più azzurro la stanchezza e il gioco della luce della sera devono avermi tratto in inganno, anche se riguardando le foto di stamattina non sembrava così marrone come qui …
Sono arrivato prestissimo, tant’è che ero indeciso se andare avanti o fermarmi, ma dopo 500 chilometri di deserto, dormite volanti, non potevo lasciarmi sfuggire una delle ultime guest house disponibili prima di Wadi Halfa …
La sabbia ti entra dappertutto, soprattutto quando il vento è di traverso, spesso sulla strada si vedono rivoli di sabbia spinta dal vento, la doccia fredda, bollente per il caldo, ti porta a nuova vita, la pelle respira … durerà solo un giorno … ma è un gran sollievo …
Anche se oggi pomeriggio sono stato fermo e tranquillo, ho bevuto tantissimo, un ragazzo cristiano che ho incontrato mi diceva che quando il Ramadan cade in questa stagione nessuno lavora … ciò non mi stupisce, già è difficile muoversi alimentandosi più o meno regolarmente come tento di fare io, ma non mangiare e, soprattutto bere dall’alba al tramonto, con quest’arsura non rimane altro che stare in branda cercando di centellinare le energie … il Ramadan è un problema anche per me, in quanto reperire cibo di giorno, specie nei villaggi qui al Nord è un impresa ardua …
Lo stesso ragazzo mi raccontava che per lui che ha preso una laurea in public management a Juba, ora Sud Sudan, è impossibile trovare un lavoro perchè la precedenza viene data ai musulmani, succede anche in Italia all’opposto, la laicità dello stato e la meritocrazia sono ancora un obbiettivo lontano per molti stati non solo in Africa. Nella mia esperienza in Zambia ho visto che spesso i più lazzaroni, con alcune eccezioni, erano cattolici provenienti da parrocchie dove c’erano missionari italiani, sono persone che sono state cresciute con puro assistenzialismo. Per tagliare il prato, mezza giornata, il missionario di turno gli dava un sesto dello stipendio mensile di un operaio, così quando poi questi iniziavano a lavorare, dicevano ‘ma come questo è lo stipendio?’, ‘con don Pierino con poco sforzo prendevo la stessa cifra in una settimana …’ … … bisogna tener d’occhio la sostenibilità e la realtà delle cose quando si lavora nei paesi in via di sviluppo … è anche vero che alcuni preti spesso si trovano a fare delle cose senza alcuna competenza specifica …
Ho cenato con un Sudanese originario del Darfour, anche se lui non ci è mai andato, che lavora per una società cinese che gestisce una miniera d’oro qui vicino, dopo avermi raccontato tutta la storia della Juventus, meglio di come la sapevo io, mi ha detto ‘per i cinesi l’unico dio è il denaro, e il manager il suo profeta!’ …
Al Khandaq N 18° 36’ E 30° 34’ – Dongola N 19° 16.946’ E 30° 47.423’
74 km