Quarantasettesima tappa

‘Oggi non fa caldissimo ci sono 57 gradi’ … mi ha detto un poliziotto …

Il mio obbiettivo di giornata era raggiungere Delgù a circa 130 chilometri da Dongola, ci sono arrivato relativamente presto e ho scoperto che non si tratta di un paese, ma di un grosso e convulso mercato frequentato da migliaia di cercatori d’oro che ogni giorno scandagliano le montagne circostanti. Non hanno il setaccio di Zio Paperone e Rockerduck, ma sono muniti di una specie di scandaglio, made in China suppongo, che tengono a tracolla al mercato e usano come un’aspirapolevere sul terreno, a vederli intenti a sondare il suolo sembrano i RIS sul luogo del delitto, o la NASA che analizza i dintorni dove si pensa è atterrata un’astronave aliena …

Al mercato sono stato accolto da un simpatico vecchietto che gestisce un chiosco dove si beve e mangia solo Sudanese, avevo un fuoco in gola  e voglia di qualcosa di ghiacciato, lui l’aveva, una bibita tradizionale a base di latte e l’altra più speziata ma sicuramente con tamarindo, ho bevuto una decina di bicchieri, me ne ha fatti pagare cinque. Ha voluto farsi fare delle foto … ‘così fai un buon report …’ e mi ha consigliato di viaggiare di notte perchè c’è la luna piena e fa più fresco … poi mentre sto andando dice  … ‘ah dimenticavo quando sei sulle colline’ …  ‘beware of the wild dogs!’ … ‘quando c’è la luna piena a volte ti attaccano in branchi di sette otto’ … e … ‘there is nothing you can do …’

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Decido di andare ad Abu Sara, il vecchietto mi aveva detto che era come Delgù, postaccio per postaccio meglio uno venti chilometri più avanti, invece, bisogna sempre verificare di persona … Abu Sara è un paradiso, si sviluppa lungo la riva Ovest del Nilo, ha delle case belle e ariose, con delle porte coloratissime, non porte blindate o con le inferriate che invitano a stare lontano, ma porte colorate, spesso aperte che sono un invito ad entrare … non so ancora dove dormirò … ma siamo quasi al tramonto e voglio fare un po’ di foto al Nilo … tra la riva e il paese ci sono degli alberi centenari della cui ombra avranno goduto migliaia di nubiani …  quando raggiungo la riva mi accorgo che dalla parte opposta c’è un altro paese, Tondy, raggiungibile solo con delle barche taxi che ti portano a destinazione in cinque minuti … faccio un sacco di foto, provando varie funzioni della macchina, mi fermo a parlare con degli anziani e mi incammino verso la bici che ho lasciato duecento metri più indietro … quando vedo un uomo con la ventiquattrore che mi saluta e mi dice ‘andiamo di la a mangiare dobbiamo fare in fretta perchè il sole sta tramontando’ … ‘e la bici?’ … ‘non c’è problema è sicura li dov’è …’ mi cambio gli occhiali e andiamo … Nasser il mio angelo custode a Abu Sara … vive a Karthoum … ma ha ancora tantissimi parenti e proprietà in zona, inoltre vende generi alimentari ai negozietti dei mercati di minatori.

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Arriviamo a Tondy, quando dalla moschea arriva il segnale che si può mangiare, il cibo è buonissimo e devo trattenermi per non finire da solo tutti i succhi e thè che ci sono, dopo la preghiera a cui assisto con uno che non prega perchè non è in pace con se stesso, ci spostiamo a casa di un parente di Nasser … la casa è sul Nilo, bianca e azzurra, nel cortile da dove si entra ci sono tre letti disposti a U intorno ad un televisore posto nell’arco centrale dei tre che delimitano la veranda dal cortile … gli archi hanno la forma della serratura delle chiavi che usavano i nostri nonni … delle bambine con le trecce vestite all’occidentale stanno guardando un programma di musica … quando entriamo lasciano il cortile … ma la curiosità di vedere lo straniero è irrefrenabile … prima spiano da dietro gli archi  poi si improvvisano cameriere … io sono su un letto … mi si chiudono gli occhi … Al Arabiya sta parlando della Siria … ma sono più colpito da queste annunciatrici belle bionde e sexy che mal si combinano con il mondo che le loro TV rappresentano … piano piano arriva sempre più gente Nasser conosce tutti e mi presenta a tutti è entusiasta che lo sport possa essere un mezzo di pace e sviluppo … dopo vari caffè e thè … è tempo di tornare ad Abu Sara …chiamiamo la barca a voce e con dei segnali di luce e subito ne arriva una … si dormirà finalmente ? …  sembra di si … fuori dalla casa di un parente professore d’inglese ora in pensione … ci sono due letti pronti fantastici con la rete vera di metallo non la solita fatta col filo per stendere i panni … appena tocco il letto mi assopisco … Nasser mi sveglia perchè sta discutendo con un parente che gli ha detto che il governo vuole costruire un mercato ad Abu Sara su di un terreno di loro proprietà … decidono di costruire subito qualcosa … sono assonnato ma mi piace questa combattività annuisco con un sorriso … e sprofondo nel sonno … sogni d’oro? …

No verso le undici e mezza, vengo risvegliato, c’è pronto da mangiare! Gradisco un riso e latte freddo e dolce veramente dissetante … un’anziana zia di Nasser non si capacita di come possa essere finito li … questa volta si dorme per davvero …

Questi nubiani hanno un’intrapredenza e indipendenza che mi ha sorpreso, riescono ad essere al tempo stesso radicati e attacati alle loro tradizioni, lingue incluse, e attivi e aperti alle opportunità che il mondo offre.

Dongola N 19° 16.946’ E 30° 47.423’ – Abu Sara N 20° 18.346’ E 30° 34.660’

151 km