‘Adesso non puoi andare avanti! Sei il benvenuto nella casa dei maestri …’ ha detto il mio angelo custode, un maestro anziano della scuola di Akashah.
Non ho opposto resistenza.
Appena mi sono sdraiato nel letto con vista Nilo, all’ombra di un’ampia tettoia di paglia, mi sono addormentato, nel letto di fianco al mio il preside dormiva profondamente avvolto in una coperta buona per l’inverno italiano … erano le tre del pomeriggio … ho dormito un’oretta e mi sono risvegliato solo perchè avevo una sete pazzesca … sarei potuto rimanere ma avevo fatto solo sessanta chilometri … e vorrei provare ad essere a Wadi Halfa domani sera …
Nei venticinque chilometri prima di Akashah non ci sono otri, non ci sono kafeterie, c’è il solito caldo sahariano e il vento contrario più forte e costante che abbia mai sperimentato … l’unico ristoro l’ho trovato, si fa per dire, in un accampamento di cinesi, che stanno realizzando una miniera, le abitazioni e gli uffici sono ricavati in container da 40 piedi, equipaggiati con condizionatori giganti, i cinesi girano in costume, non sono in forma come avrebbe voluto Mao, al massimo potrebbero essere lottatori di sumo … non parlano inglese e quando chiedo l’acqua, il mio interlocutore in costume verde, con i calzini colore del deserto, i mocassini con la fibbia d’argento, e gli occhiali da sole a specchio, si precipita nel container ed esce con una bottiglia da 2 litri piena d’acqua … bollente più della mia … ma l’aria condizionata non funziona? … comunque quest’acqua che razionerò mi permetterà di raggiungere Akashah senza conseguenze peggiori … sono sfinito … mi oriento a vista lascio la strada principale ed entro in paese … non trovo acqua … mi siedo all’ombra di un muro di una scuola … e cerco di riprendermi … poi scorgo delle otri … li incontro il mio angelo custode …
Quando mi risveglio arriva un dottore, zio del preside, che mi dice che non posso andare perchè i maestri sono andati a prendermi da mangiare … intanto l’altoparlante della moschea attigua … lancia un paio di messaggi che preside e zio ritengono inutili e mandano l’imam a quel paese … io ne approfitto per dormire ancora un quarto d’ora … come ho visto fare alla Raid Across America, dove i ciclisti che si sfidano su un percorso coast to coast, senza tappe e riposi obbligati, fanno brevi dormite nei camper ai bordi della strada … pane arabo marmellata e una specie di burro d’arachidi comprati nuovi per me mi rinvigoriscono nel fisico e nel cuore … tornare sulla strada principale non è agile … due donne mi dicono che sono fuori strada … una famiglia al completo decide che deve rifornirmi di acqua … e ha ragione perchè senza non sarei arrivato qui …
Ieri e oggi i controlli qualità sull’acqua che ho bevuto sono andati a farsi fottere, l’acqua marroncina del Nilo disseta come quella trasparente ozonata della bottiglietta di plastica … i cinesi sono avanti anche in questo reciclano bottiglie verdi della sprite così evitano paranoie …
In questa parte di deserto non ci sono animali, ma all’inizio del Sudan mi aveva colpito la decomposizione rapida di asini, cammelli, e mucche morti lungo la strada … rimangono solo le ossa e la pelle che non marcisce come in Etiopia … ma rimane li secca … le mucche in particolare assomigliano a quei tappeti di moda negli anni settanta …
Lo zio del preside mi ha detto che a 21 chilometri c’è Birr … e li ho deciso di andare … ma a 27 ho trovato Melik el Nasir, … e Birr mi han detto è più avanti … però se mi avesse detto è a 40, magari non mi sarei mosso … stava diventanto buio e mi sono fermato in una kafeteria, dove abbiamo riso tantissimo con degli autisti di camion perchè il gestore che non parla inglese, faceva finta di capire, e quando ho chiesto un cucchiaio per il ful, una zuppa di fagioli e verdure, prima mi ha portato un limone, poi l’olio … …
Fai una salitella col rapportone a 12 km/h quando arrivi in cima e scendi devi pedalare come quando salivi … se non pedali il vento caldo ti sbatte indietro … non lo dimenticherò facilmente …
Alla sera fa un po’ più fresco il sole sparisce in fretta dietro a queste montagne lunari, la gola si secca così tanto, che quando rispondo a una chiamata di Giorgia mi fa male a parlare … riesco a fare una trentina di chilometri … me ne mancano 95 a Wadi Halfa e se domani riuscirò a partire all’alba domani sera potrei essere alla fine del Sudan … se no martedì mattina …
Non per merito mio, ma questa tappa che si era messa veramente male si è trasformata in un piccolo capolavoro che mi lascia più sereno per domani e dopo.
Abri N 20° 78.580’ E 30° 33.668’ – Melik el Nasir N 21° 25’ E 30° 75’
87 km